Un libro digitale, è pur sempre un libro

Ho sempre avuto un rapporto strano con la lettura in generale. Quando ero bambina, alle elementari, mi piaceva molto e mi facevo aiutare da mia nonna dopo la scuola, però una volta entrata alle medie, per qualche strano motivo, non ho più letto niente fino alla fine delle superiori… quando ho scoperto il Kindle. Nel 2012 la mia passione per la lettura è rinata anche grazie all’esigenza di migliorare la mia scrittura ancora molto acerba. Sono passati cinque anni dal mio acquisto e non me ne sono mai pentita; infatti, tra tutti gli oggetti che abbia mai desiderato e comprato, questo merita sicuramente il primo posto.
Mi sono sempre trovata bene con il Kindle Paperwhite: in tutto questo tempo ho letto molti libri e fumetti (in bianco e nero). Non giudico chi preferisce la carta, si tratta di gusti personali, ma non sopporto chi denigra la lettura digitale.

MEGLIO CARTA O DIGITALE?
Entrambi hanno pregi e difetti, anche se si parla di libri, sono modi di leggere completamente diversi perché permettono esperienze differenti. Tutti e due possono evidenziare, prendere appunti, tenere il segno delle pagine, però non lo fanno alla stessa maniera: con l’ebook è tutto incorporato, mentre con il cartaceo hai bisogno di matita o evidenziatori. In fin dei conti non è una gran fatica scrivere a mano, anzi, ma se si vuole parlare di lettura, è bene esplicare ciò che non è uguale ‘nei due dispositivi’ e la principale diversità è data proprio dal formato: se con uno non puoi permetterti di leggere al buio senza una lucina, con l’altro non hai bisogno di caricarlo se ci si accorge che è scarico o a poca carica.Continua a leggere…

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Loser: intervista a Momo Gatari

In passato, moltissimo tempo fa, ho già parlato di Loser, una light novel italiana pubblicata da Edizioni Linee Infinite. Quest’oggi avrete l’opportunità di approfondire alcuni aspetti del libro e conoscere meglio chi si nasconde dietro Momo Gatari.

“Momo Gatari” è il nome dell’autore che c’è scritto sulla copertina del romanzo, ma in realtà si tratta solo di uno pseudonimo. Come mai avete preferito non mettere direttamente i vostri nomi?
ANDREA: In Giappone per gli scrittori è una scelta piuttosto comune, nel campo delle light novel in particolare è diffusissima. In Italia c’è ancora un po’ di sospetto verso gli pseudonimi, sembra quasi che si pensi che gli autori si vogliono nascondere per qualche motivo losco. Nel nostro caso specifico il mistero è stato svelato subito dal nostro editore.
LAURA: Scherzi a parte, in realtà il più delle volte gli autori scelgono uno pseudonimo per proteggere la propria privacy. In Italia si pensa, forse a torto, che un autore desideri per forza di cose la fama, ma non è per tutti così. Devi sapere inoltre che siamo entrambi molto riservati, uno pseudonimo in qualche modo ci espone ma allo stesso tempo ci protegge.Continua a leggere…

Simona Presti e il suo crowfunding di “Alice in Sweetland”

In questa occasione parleremo di crowfunding, ma di cosa si tratta? In pratica una persona o un gruppo propone un progetto su siti appositi e apre una campagna fondi. Saranno gli stessi fruitori dell’idea da realizzare, in questo caso un romanzo, a finanziarlo. Nello sfortunato caso in cui non si raggiungesse la quota desiderata entro un certo limite di tempo, i soldi vengono restituiti e il tutto annullato.

Per prima cosa ti chiedo di spiegare un po’ chi sei e cosa fai nella vita in modo da farti conoscere meglio a chi non ti conosce.
Simona: Scrittrice (magari!) e anima curiosa. Misantropa, vecchia dentro.
Nata tra le nebbie e l’afa della bassa padana, trascorro la mia infanzia in campagna, tra animali e voli fantastici. Un tempo ceramista ora in cerca di collocazione, ho trovato nella scrittura un modo per evadere dalla realtà quotidiana, rinchiudendomi in mondi che plasmo con amore sudando, imprecando, e cercando di superare i miei limiti. Sto ancora imparando. Sarà un lungo tragitto, ma mi è sempre piaciuto camminare.Continua a leggere…

Carnivore: intervista a Lucy Rosca

Ripensandoci bene, nel mio vecchio blog, mi è sempre dispiaciuto non essere mai stata in grado di intervistare scrittori che non si occupassero di light novel. Per questo motivo, dopo aver finito di leggere il secondo capitolo su Wattpad di “Carnivore”, romanzo di Lucy Rosca, l’ho contatta subito per farle qualche domanda.

Presentati per chi come me non ti conosce bene, soprattutto dal punto di vista artistico.
Lucy: Dunque… sono una ragazza con la testa tra le nuvole, che fantastica praticamente durante tutto l’arco della giornata anche sulle cose apparentemente senza significato. La scrittura è la mia passione da sempre, perché tramite essa posso rendere la realtà di tutti i giorni “speciale”. Artisticamente parlando seguo sempre la mia ispirazione, non mi piace lavorare su un’idea fissa o fossilizzarmi su un genere specifico. Mi piace osare, sperimentare, e tessere trame che contengano sempre risvolti inaspettati, dove nulla può essere dato per scontato. Questo è il mio obiettivo, nonché una delle cose che mi rendono più felice.Continua a leggere…

Light Novel: Sword Art Online, saga di Aincrad

Quando si inizia la lettura di questa la light novel si hanno due strade a disposizione da poter percorrere: o ci si chiede di continuo come diamine faccia a essere una sorta di “One Piece versione romanzo” – per via del numero di vendite in madrepatria, non per le vicende in sé – oppure è amore a prima (s)vista. Il motivo credo sia dovuto anche alla più o meno vasta conoscenza, nonché esperienza diretta, con i giochi di ruolo che senza dubbio influisce sull’attaccamento che una persona può avere nei confronti di Sword Art Online: non per il “gergo” usato dei giocatori, bensì per la particolare empatia che il lettore può provare, non so se mi spiego.

INTRODUZIONE
“Sword Art Online” è un romanzo ancora in corso in madrepatria che conta per il momento quindici volumi ed è edito in Italia da Jpop nella collana Jpop Romanzi! i quali primi due volumi sono stati pubblicati nel 2014. La traduzione italiana è a cura di Sandro Cecchi. 

 

Per qualche motivo avevo perso tutto. 
Combattere in quel mondo, ritornare a quello reale, continuare a vivere… non aveva più alcun senso. Per colpa della mia incapacità, avevo già perso tutti i miei compagni di gilda. Sarebbe stato meglio se la mia vite fosse terminata in quel momento. In quel modo non avrei incontrato Asuna e non avrei mai ripetuto lo stesso errore una seconda volta.
Anche chiedere ad Asuna di non suicidarsi… era stata una cosa stupida e superficiale. Non avevo capito assolutamente nulla. Come potevo continuare a vivere in quelle condizioni, portandomi dietro quel senso di vuoto…

– Capitolo #23 ~ Vol. #01 ~ pag. 307 –

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Romanzo: Welcome To The NHK

Avete presente quelle opere che riescono a tenerti attaccato allo schermo del pc, al display del proprio ebook reader oppure alle pagine del fumetto o romanzo senza capire il perché fino a quando non termini la visione o la lettura? Bene, Welcome to the NHK rientra in questa categoria. Appena l’ho finito ho avuto subito l’istinto di scriverci una recensione, perciò eccoci qua!

INTRODUZIONE
“Welcome to the NHK” è un romanzo edito in Italia dalla Jpop nella collana Jpop Romanzi! e pubblicato nel 2011. La traduzione italiana è stata fatta da Daniela Guarino.

Ero un ventiduenne disoccupato che aveva abbandonato gli studi e che sentiva dentro di sé solo il freddo tagliente dell’inverno.
Nella mia stanza le pareti puzzavano di fumo, c’erano vestiti sparpagliati alla rinfusa sul pavimento e c’ero io, in mezzo a tutto questo sudiciume, che continuavo a sospirare «Aaah…»
Come ho fatto a ridurmi così?
Non facevo altro che pensare a questo.
«Aah…» E piagnucolavo.

– Capitolo #01 ~ pag. 09 –

Avrei tante cose da dire riguardo questo romanzo a partire dalle emozioni contrastanti che mi hanno lasciato a fine lettura. Per chi non lo sapesse “Welcome to the NHK” narra le vicende di Sato, un hikikomori, che da quattro anni non esce mai all’aperto, se non per fare la spesa una volta alla settimana. Non ha amici e l’ultima volta che ha parlato con una persona risale a ben sei mesi prima. Le cose cambiano quando qualcuno bussa alla porta dell’appartamento del protagonista che ben presto si riveleranno essere testimoni di Genoa: da quel momento la sua vita quotidiana cambierà un po’, anche perché di lì a poco scoprirà che il suo vicino di casa sarà nientemeno che Yamazaki, un giovane otaku conosciuto ai tempi del liceo.

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