Lucca C&G 2014: l’edizione della “rivoluzione”

Il primo novembre è stato sicuramente il giorno più “bollente” di tutti. In quel sabato l’affluenza di gente era incredibile, più di quanto potessi immaginare. Quando sono partita da casa, non mi sono illusa dalle parole degli organizzatori della fiera dove dicevano che non ci sarebbero stati più disagi perché penso che ormai Lucca non basta più per una manifestazione di tale portata. Spostare i padiglioni non serve a niente, è solo un contentino per chi si lamenta da anni del disagio dovuto all’ingente numero di persone. Non vi elenco i problemi che ho avuto perché potete immaginarli: traffico per uscire dall’autostrada, fila lunghissima per prendere il biglietto, difficoltà a entrare nei padiglioni già di prima mattina e via dicendo.

RADUNO
Ero sull’orlo di avere una crisi nervosa: oltre che non riuscire a vedere dove diamine fosse l’Hotel Universo (era il luogo dell’incontro), c’era talmente tanta gente che per fare un pezzo di strada che di solito ci si mette si e no cinque minuti, mi ci son voluti trenta minuti tondi tondi. È stato stressante tant’è che a un certo parlavo senza sapere il significato di quelle parole che uscivano dalla mia bocca. Scusa se sono stata un po’ petulante, Fede!
Quando sono arrivata a destinazione avrei voluto piangere di gioia e gridare al mondo: “Finalmente ce l’ho fatta!”. A quel punto sono rimasta a parlare e fare foto (anche se sarebbe meglio dire “ad ascoltare gli altri e guardare gli altri a fare foto”) per non so quanto tempo… Un paio d’ore forse, ma è stato rilassante, mi ha fatto star bene e parte della malinconia che avevo in fiera (era un periodo piuttosto grigio, ero giù di morale da un paio di settimane), è scomparso, ma allo stesso tempo mi sono pentita di essere stata, fino a quel momento, pessimista.

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