Audio-libri: perché li adoro

Ho avuto un periodo molto grande in cui non toccavo nessun tipo di libro: ne elettronico, ne cartaceo. Non l’ho mai considerato un problema perché non ho mai pensato di dover fare a gara con qualcuno, però a un certo punto ho iniziato a farmi un po’ di domande sul perché continuassi ad aggiornare le mie numerose liste private di Amazon, senza mai comprare assolutamente niente. Non era disinteresse o compulsione di qualche tipo visto che a distanza di tempo alcuni saggi, manuali e libri di narrativa continuavo volerli leggere. Un giorno mi sono sforzata e ho seguito il consiglio di qualche booktuber prendendo sul kindle store un romanzo breve di nemmeno duecento pagine. Nonostante la motivazione iniziale, sono durata poco poiché avevo la costante impressione di star facendo un dovere: la storia mi intrigava, ma il problema era un altro ed essendo una procrastinatrice seriale lo avevo già intuito. Per questo motivo decisi di scaricare audible dal play store per approcciarmi alla lettura in maniera diversa.Continua a leggere…

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Un libro digitale, è pur sempre un libro

Ho sempre avuto un rapporto strano con la lettura in generale. Quando ero bambina, alle elementari, mi piaceva molto e mi facevo aiutare da mia nonna dopo la scuola, però una volta entrata alle medie, per qualche strano motivo, non ho più letto niente fino alla fine delle superiori… quando ho scoperto il Kindle. Nel 2012 la mia passione per la lettura è rinata anche grazie all’esigenza di migliorare la mia scrittura ancora molto acerba. Sono passati cinque anni dal mio acquisto e non me ne sono mai pentita; infatti, tra tutti gli oggetti che abbia mai desiderato e comprato, questo merita sicuramente il primo posto.
Mi sono sempre trovata bene con il Kindle Paperwhite: in tutto questo tempo ho letto molti libri e fumetti (in bianco e nero). Non giudico chi preferisce la carta, si tratta di gusti personali, ma non sopporto chi denigra la lettura digitale.

MEGLIO CARTA O DIGITALE?
Entrambi hanno pregi e difetti, anche se si parla di libri, sono modi di leggere completamente diversi perché permettono esperienze differenti. Tutti e due possono evidenziare, prendere appunti, tenere il segno delle pagine, però non lo fanno alla stessa maniera: con l’ebook è tutto incorporato, mentre con il cartaceo hai bisogno di matita o evidenziatori. In fin dei conti non è una gran fatica scrivere a mano, anzi, ma se si vuole parlare di lettura, è bene esplicare ciò che non è uguale ‘nei due dispositivi’ e la principale diversità è data proprio dal formato: se con uno non puoi permetterti di leggere al buio senza una lucina, con l’altro non hai bisogno di caricarlo se ci si accorge che è scarico o a poca carica.Continua a leggere…

Come prendere confidenza con l’inglese?

Parecchi mesi fa un mio docente dell’università ha consigliato all’intera classe di leggere un pdf in inglese per svolgere al meglio l’esercizio che ci aveva dato da svolgere fuori dalle ore di lezione. Fino all’ultimo momento ho continuato a rimandare la lettura per paura di non riuscire a capire, ma a un certo punto mi è salito il panico. Mancavano due giorni alla consegna e non avevo ancora cominciato. Non sapevo nemmeno da quale parte girarmi così, grazie alla forza della disperazione, ho aperto il pdf e mi son messa a leggere. Con mia grande sorpresa, anche se ho dovuto sforzarmi per capire tutto, sono riuscita a finire uno dei tanti capitoli del libro. E in un certo senso mi è piaciuto.

Perché vi dico questo? Beh, ho sempre avuto uno strano rapporto con l’inglese: mi piace come lingua, ma fino alle superiori l’ho sempre ripudiata. I motivi erano diversi, ma riconducibili a un unico fattore: dislessia. Per anni mi sono autoconvinta di non essere brava con le lingue in generale e che sarei mai stata in grado di capire film o libri decentemente. Per anni ho pensato che la dislessia fosse un problema irrisolvibile e in un certo senso lo è. Se nasci così, non muori senza, ma questo non impedisce me – così come altre persone – di superare l’ostacolo.

Il discorso non limita solo ai dislessici, ma si può applicare a tutte quelle persone che si creano “blocchi mentali”. Perciò con questo articolo, grazie anche alla mia esperienza in questi anni, elencherò alcuni consigli che possono essere utili.Continua a leggere…

Loser: intervista a Momo Gatari

In passato, moltissimo tempo fa, ho già parlato di Loser, una light novel italiana pubblicata da Edizioni Linee Infinite. Quest’oggi avrete l’opportunità di approfondire alcuni aspetti del libro e conoscere meglio chi si nasconde dietro Momo Gatari.

“Momo Gatari” è il nome dell’autore che c’è scritto sulla copertina del romanzo, ma in realtà si tratta solo di uno pseudonimo. Come mai avete preferito non mettere direttamente i vostri nomi?
ANDREA: In Giappone per gli scrittori è una scelta piuttosto comune, nel campo delle light novel in particolare è diffusissima. In Italia c’è ancora un po’ di sospetto verso gli pseudonimi, sembra quasi che si pensi che gli autori si vogliono nascondere per qualche motivo losco. Nel nostro caso specifico il mistero è stato svelato subito dal nostro editore.
LAURA: Scherzi a parte, in realtà il più delle volte gli autori scelgono uno pseudonimo per proteggere la propria privacy. In Italia si pensa, forse a torto, che un autore desideri per forza di cose la fama, ma non è per tutti così. Devi sapere inoltre che siamo entrambi molto riservati, uno pseudonimo in qualche modo ci espone ma allo stesso tempo ci protegge.Continua a leggere…

Carnivore: intervista a Lucy Rosca

Ripensandoci bene, nel mio vecchio blog, mi è sempre dispiaciuto non essere mai stata in grado di intervistare scrittori che non si occupassero di light novel. Per questo motivo, dopo aver finito di leggere il secondo capitolo su Wattpad di “Carnivore”, romanzo di Lucy Rosca, l’ho contatta subito per farle qualche domanda.

Presentati per chi come me non ti conosce bene, soprattutto dal punto di vista artistico.
Lucy: Dunque… sono una ragazza con la testa tra le nuvole, che fantastica praticamente durante tutto l’arco della giornata anche sulle cose apparentemente senza significato. La scrittura è la mia passione da sempre, perché tramite essa posso rendere la realtà di tutti i giorni “speciale”. Artisticamente parlando seguo sempre la mia ispirazione, non mi piace lavorare su un’idea fissa o fossilizzarmi su un genere specifico. Mi piace osare, sperimentare, e tessere trame che contengano sempre risvolti inaspettati, dove nulla può essere dato per scontato. Questo è il mio obiettivo, nonché una delle cose che mi rendono più felice.Continua a leggere…