Racconto: “Le voci della natura”

Testo revisionato da Paolo Sturchio.

Per questa settimana c’è un “articolo” un po’ diverso dalle altre volte: si tratta di un racconto che avevo intenzione di terminare per un concorso a una pagina facebook, ma alla fine ci ho rinunciato. Mi mancava il tempo e anche un po’ la voglia. Mi piace scrivere, però non amo fare cose troppo… corte. Perciò non so se ne farò altri, ma nel frattempo godetevelo. Sul finale mi sono un po’ persa, quindi se non è granché chiedo perdono. Buona lettura!


Incrociò le braccia e mise il broncio, ma non disse niente limitandosi a guardare fuori dal finestrino con il viso contrariato. Non voleva andare in montagna, aveva ribadito ai suoi genitori che si sarebbe annoiata, ma in realtà la sua era solo paura di sentire strane e fastidiose voci provenienti dalla natura. Quando era più piccola, pur di non andare in luoghi con piante, animali o fiori, si fingeva ammalata. Per questo motivo le venivano attribuiti soprannomi come “pantofolaia”, “asociale” e “malata di tecnologia”, etichette che la irritavano ancora di più.
Quel giorno era stata portata fuori con l’inganno. Sua madre le aveva promesso che sarebbero andati dalla nonna a farle visita, ma ben presto si rese conto della bugia: la strada non era la solita, così si mise a urlare come una pazza. Minacciò di aprire la portiera per scendere con la macchina in corsa, cosa che non avrebbe mai fatto e questo i suoi genitori lo sapevano, i quali perciò si limitarono a ignorare il baccano della figlia.Continua a leggere…