[Writober 2018] Invito & Lettere

Non ho idea se queste parole verranno mai considerate da qualcuno visto che probabilmente molte persone troverebbero di cattivo gusto ricevere una lettera scritta da un morto, ma provo a scriverla lo stesso, non si sa mai che una buona anima pia volesse commemorare la mia vita stampando o inviando in digitale questo documento in pdf e donarlo a tutti coloro che mi conoscevano per far sapere loro le mie ultime volontà.

LETTERA D’INVITO
Carissimi che vi struggete dal dolore,
vi annuncio con estremo dolore che la mia vita è giunta al termine, ma probabilmente ormai ne sarete già al corrente e adesso starete piangendo per me. Il pensiero che io possa mancare a qualcuno mi rende felice e triste allo stesso tempo perché se da un lato vuol dire che la mia vita è stata circondata da affetto; dall’altro non sarò in grado di vedere a chi davvero mancherò e chi davvero mi ha voluto bene in tutta la mia breve esistenza. Non saprò mai con sicurezza a chi, la mia mancata presenza fisica, creerà un vuoto incolmabile.
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Perché Shameless (US) mi piace così tanto

In questo periodo, tra una cosa e l’altra, sto cercando piano piano di recuperare l’ottava stagione di Shameless (US), il telefilm che più di tutti adoro tra quelli visti finora. A distanza di anni, a differenza molti altri show, questo riesce a interessarmi ed emozionarmi allo stesso modo delle prime stagioni, ma come mai mi ha colpito così tanto?
La versione americana è il remake di una serie britannica con il medesimo nome. I personaggi e la trama di base sono le stesse. In ogni caso l’idea originale è semplice: tratta le vicende di una famiglia che, con diverse difficoltà, riesce in qualche modo a sopravvivere pur avendo un padre e una madre totalmente assenti. Niente di più, niente di meno. Il tutto condito con scene ridicole e assurde che rendono il clima di tutta la serie tv leggera, nonostante i numerosi argomenti abbastanza pesanti che in alcuni momenti saltano fuori.Continua a leggere…

Analisi della visual novel “Doki Doki Literature Club”

“Doki Doki Literature Club” è una visual novel e parla di un ragazzo che, per colpa di una sua amica d’infanzia, si iscrive al club di letteratura della scuola. Le attività principali da compiere sono scrivere poesie e confrontarsi con gli altri sulle stesse, ma per analizzare l’intento degli sviluppatori, è necessario comprendere com’è strutturata questa tipologia di gioco.

LE VISUAL NOVEL
Essendo più simile a un romanzo interattivo (ricorda quasi un librogame per certi versi) e povero dal punto di vista del gameplay, si basa su tre elementi fondamentali: le scelte che influenzano la trama generale, la storia complessiva e soprattutto il rapporto tra i personaggi.
A differenza delle classiche visual novel dating simulation, formate da NPC da conoscere per avere successivamente una relazione amorosa, in Doki Doki Literature Club, pur iniziando in modo molto familiare, distrugge questa solida struttura (che molto spesso è anche prevedibile) facendo credere al giocatore di avere delle scelte da compiere per influenzare l’andamento della storia e la relazione con i vari membri del club, quando in realtà non è così. Continua a leggere…

Audio-libri: perché li adoro

Ho avuto un periodo molto grande in cui non toccavo nessun tipo di libro: ne elettronico, ne cartaceo. Non l’ho mai considerato un problema perché non ho mai pensato di dover fare a gara con qualcuno, però a un certo punto ho iniziato a farmi un po’ di domande sul perché continuassi ad aggiornare le mie numerose liste private di Amazon, senza mai comprare assolutamente niente. Non era disinteresse o compulsione di qualche tipo visto che a distanza di tempo alcuni saggi, manuali e libri di narrativa continuavo volerli leggere. Un giorno mi sono sforzata e ho seguito il consiglio di qualche booktuber prendendo sul kindle store un romanzo breve di nemmeno duecento pagine. Nonostante la motivazione iniziale, sono durata poco poiché avevo la costante impressione di star facendo un dovere: la storia mi intrigava, ma il problema era un altro ed essendo una procrastinatrice seriale lo avevo già intuito. Per questo motivo decisi di scaricare audible dal play store per approcciarmi alla lettura in maniera diversa.Continua a leggere…

L’importanza delle parole

Le parole ci permettono di comunicare e spesso anche una virgola o una frase pronunciata con una intonazione fuori posto, può cambiare radicalmente il significato del discorso. Ci possono essere incomprensioni se non si è in grado di esprimere ciò che si pensa nel modo più consono alla situazione o alla persona che si ha di fronte e nonostante tutto, in un mondo della comunicazione digitale, in cui ormai tutto si basa soprattutto su ciò che si scrive nei social network, molti, anzi troppi individui, non danno la giusta importanza al modo in cui ci si esprime.

L’IMPORTANZA DELLE PAROLE
Essendo qualcosa che si fa tutti i giorni lo si dovrebbe sapere bene eppure, proprio per questo, capita il contrario: con la sicurezza tra le dita, si sottovaluta il grande potere delle parole e non si pensa al bene o al male che possono fare.Continua a leggere…

Peli ed estetica femminile

Argomento totalmente diverso rispetto a quello che scrivo di solito sul blog. In questa sede volevo parlare dell’estetica femminile e di come la società si rapporti con i peli su un corpo femminile perché sono ancora – stranamente – un tabù e qualcosa da nascondere, di cui vergognarsi.
Qualche mese fa Adidas, per la collezione «Adidas Original Superstars», ha pubblicato sul proprio ufficiale canale youtube una serie di spot pubblicitari in cui sei testimonial parlano con delle brevi frasi a effetto di problemi legati lo stereotipo, la discriminazione, l’ambiente, il femminismo e via dicendo. Questi video promozionali, dalla medesima durata di quindici secondi, sono strutturati tutti allo stesso modo: all’inizio c’è una persona seduta con dietro di sé un telo dal colore neutro e, una volta terminato il monologo, si alza per uscire mostrando meglio le scarpe che indossa.

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Un libro digitale, è pur sempre un libro

Ho sempre avuto un rapporto strano con la lettura in generale. Quando ero bambina, alle elementari, mi piaceva molto e mi facevo aiutare da mia nonna dopo la scuola, però una volta entrata alle medie, per qualche strano motivo, non ho più letto niente fino alla fine delle superiori… quando ho scoperto il Kindle. Nel 2012 la mia passione per la lettura è rinata anche grazie all’esigenza di migliorare la mia scrittura ancora molto acerba. Sono passati cinque anni dal mio acquisto e non me ne sono mai pentita; infatti, tra tutti gli oggetti che abbia mai desiderato e comprato, questo merita sicuramente il primo posto.
Mi sono sempre trovata bene con il Kindle Paperwhite: in tutto questo tempo ho letto molti libri e fumetti (in bianco e nero). Non giudico chi preferisce la carta, si tratta di gusti personali, ma non sopporto chi denigra la lettura digitale.

MEGLIO CARTA O DIGITALE?
Entrambi hanno pregi e difetti, anche se si parla di libri, sono modi di leggere completamente diversi perché permettono esperienze differenti. Tutti e due possono evidenziare, prendere appunti, tenere il segno delle pagine, però non lo fanno alla stessa maniera: con l’ebook è tutto incorporato, mentre con il cartaceo hai bisogno di matita o evidenziatori. In fin dei conti non è una gran fatica scrivere a mano, anzi, ma se si vuole parlare di lettura, è bene esplicare ciò che non è uguale ‘nei due dispositivi’ e la principale diversità è data proprio dal formato: se con uno non puoi permetterti di leggere al buio senza una lucina, con l’altro non hai bisogno di caricarlo se ci si accorge che è scarico o a poca carica.Continua a leggere…