Nostalgia di casa

Testo revisionato da Paolo Sturchio.

Questa volta parlerò di qualcosa al di fuori dalle mie passioni: parlerò di me come individuo. In passato mi sono sforzata di scrivere riguardo un certo tipo di argomenti per “mettere ordine” nel blog, ma un po’ per volta l’ho abbandonato visto che non sapevo più di cosa parlare. Mi ero posta dei limiti ed è andata male. Vorrei interagire con persone interessate ai miei articoli in cui parlo di ciò che mi piace, però non è nemmeno mia intenzione lasciar morire il blog abbandonandolo a sé stesso. Perciò, considerato che qualche giorno fa mi sono svegliata con la voglia di estendere un pensiero che avevo accennato alla fine del primo post, ovvero se mi mancasse o meno Cremona, quest’oggi spiegherò più approfonditamente come mai la mia risposta a tale domanda è un no sicuro e categorico.
Già prima di andarmene a Brescia per studio non avevo dubbi per la città, non ci vivo e in generale non ho alcun tipo di legame con essa, ma il paese in cui abito con la mia famiglia? Ero quasi certa che, presto o tardi, mi sarebbe venuta la nostalgia di casa e invece niente. Possono anche fare una strage di qualunque tipo e distruggere le cose del posto, perché non me ne importerebbe affatto se la mia famiglia mi dicesse: “Stiamo bene!”.
Tutte le persone che abitano in questa frazione – non è nemmeno il paese principale della zona – le persone che consideravo fastidiose prima, lo sono anche ora, se non di più. E allora penso: come mai? Per mio fratello è un po’ l’opposto e più volte mi ha ripetuto: “A me piace viaggiare, ma non riuscirei a stare lontano da Cremona perché è casa mia – nonostante in questo posto non ci sia niente”. O qualcosa del genere. Personalmente tutto questo senso di attaccamento al concetto di casa non credo di averlo mai avuto, ma forse parlo così anche perché non mi sono staccata completamente dalla mia famiglia, dopotutto.

Non so se è una cazzata, però mi sento più libera di fare quello che voglio e non è perché i miei genitori non sono con me. Lo vedo nel momento in cui, per esempio, ho voglia di uscire per ricaricare la mia postepay, piuttosto che per perdere tempo al supermercato, e posso farlo: mi preparo, chiudo la porta dell’appartamento e vado dove ho intenzione di andare. In campagna non è possibile: per ogni cosa bisogna prendere per forza la macchina, nemmeno la bici va bene perché la città è troppo distante. Quando torno a casa e mi vengono quelle voglie di girovagare con la scusa di comprare anche qualcosa… Non posso farlo. Certo, se ho voglia di camminare posso sempre farlo, ma è noioso perché non c’è gente o cose da vedere se non campi da coltivare. Purtroppo al massimo trovi qualche insetto pronto a infastidirti.
Per carità, ci sono anche cose positive, come per esempio la tranquillità perenne che avvolge il paese, ma è un’arma a doppio taglio: alla lunga può anche diventare fastidiosa – per me è stato così. O il fatto che Cremona sia una città piccola, quasi minuscola rispetto a Brescia, ma accogliente e adatta a una persona che non si sa orientare come me. Ogni tanto c’è qualche evento e il più delle volte si tratta di concerti con strumenti musicali o comunque legati in qualche modo alla musica – se non sbaglio. L’unica cosa che effettivamente mi mancherà un giorno sarà la bellezza di questa cittadina ancora mezza addormentata.


Se volete contattare il ragazzo che mi ha revisionato il testo, potete mandargli un messaggio su facebook o twitter.

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