Letture del periodo: fumetti

Grazie alla fornitissima biblioteca in cui mi son[o iscritta a inizio marzo, sono riuscita a leggere molte più cose negli ultimi mesi, rispetto al passato, e questo ha influito moltissimo sulla quantità di fumetti che ho (ri)preso a leggere.
Può sembrare strano o stupido, ma a me non piace il collezionismo. Non mi piace vedere la libreria piena di cose e per questo sono sempre stata un po’ restia a comprare un cartaceo, ma dall’altra parte c’è un problema che il kindle tutt’ora ha: non è a colori e che senso ha leggere in bianco e nero qualcosa che in origine è a colori?
La biblioteca è riuscita a risolvere questo enorme dilemma che mi portavo dietro da mesi. Ci sono un sacco di cose che mi interessano, ma per denaro o causa del mio amore nei confronti del minimalismo, ho continuato a rimandare.
Oggi parlerò di: “Alla Deriva” (Bryan Lee O’Malley), “Macerie Prime” (Zerocalcare), “I Kill Giants” (Joe Kelly, Ken JM Niimura), “Seconds” (Bryan Lee O’Malley), “Un Anno Senza Te” (Luca Vanzella, Giopota) e “Il blu è un colore caldo” (Julie Maroh).

Continua a leggere…

Letture del periodo: romanzi

Da questo mese, ho deciso che ogni primo lunedì farò uscire un articolo in cui elenco le mie ultime letture, nel caso ce ne siano state. Sebbene in generale dovrebbe sempre esserci, potrebbe capitare che per in alcuni mesi io non legga niente. I motivi possono essere molteplici: voglia, tempo, priorità, stress, ecc.
In tutto ciò, di sicuro passerà parecchio tempo prima io riesca a dedicarmi di nuovo alla narrativa perché, anche a causa della ricerca per la tesi che devo fare, sono costretta a concentrarmi su testi scientifici di vario tipo. Per il momento va bene così, visto che è un periodo in cui non avrei nemmeno voglia di qualcosa diverso da questo.
Oggi parlerò di: “L’ultimo giorno di un condannato a morte” (Victor Hugo), “La sovrana lettrice” (Alan Bennett) e “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” (Philip K. Dick).
Continua a leggere…

Perché Shameless (US) mi piace così tanto

In questo periodo, tra una cosa e l’altra, sto cercando piano piano di recuperare l’ottava stagione di Shameless (US), il telefilm che più di tutti adoro tra quelli visti finora. A distanza di anni, a differenza molti altri show, questo riesce a interessarmi ed emozionarmi allo stesso modo delle prime stagioni, ma come mai mi ha colpito così tanto?
La versione americana è il remake di una serie britannica con il medesimo nome. I personaggi e la trama di base sono le stesse. In ogni caso l’idea originale è semplice: tratta le vicende di una famiglia che, con diverse difficoltà, riesce in qualche modo a sopravvivere pur avendo un padre e una madre totalmente assenti. Niente di più, niente di meno. Il tutto condito con scene ridicole e assurde che rendono il clima di tutta la serie tv leggera, nonostante i numerosi argomenti abbastanza pesanti che in alcuni momenti saltano fuori.Continua a leggere…

Analisi della visual novel “Doki Doki Literature Club”

“Doki Doki Literature Club” è una visual novel e parla di un ragazzo che, per colpa di una sua amica d’infanzia, si iscrive al club di letteratura della scuola. Le attività principali da compiere sono scrivere poesie e confrontarsi con gli altri sulle stesse, ma per analizzare l’intento degli sviluppatori, è necessario comprendere com’è strutturata questa tipologia di gioco.

LE VISUAL NOVEL
Essendo più simile a un romanzo interattivo (ricorda quasi un librogame per certi versi) e povero dal punto di vista del gameplay, si basa su tre elementi fondamentali: le scelte che influenzano la trama generale, la storia complessiva e soprattutto il rapporto tra i personaggi.
A differenza delle classiche visual novel dating simulation, formate da NPC da conoscere per avere successivamente una relazione amorosa, in Doki Doki Literature Club, pur iniziando in modo molto familiare, distrugge questa solida struttura (che molto spesso è anche prevedibile) facendo credere al giocatore di avere delle scelte da compiere per influenzare l’andamento della storia e la relazione con i vari membri del club, quando in realtà non è così. Continua a leggere…

Audio-libri: perché li adoro

Ho avuto un periodo molto grande in cui non toccavo nessun tipo di libro: ne elettronico, ne cartaceo. Non l’ho mai considerato un problema perché non ho mai pensato di dover fare a gara con qualcuno, però a un certo punto ho iniziato a farmi un po’ di domande sul perché continuassi ad aggiornare le mie numerose liste private di Amazon, senza mai comprare assolutamente niente. Non era disinteresse o compulsione di qualche tipo visto che a distanza di tempo alcuni saggi, manuali e libri di narrativa continuavo volerli leggere. Un giorno mi sono sforzata e ho seguito il consiglio di qualche booktuber prendendo sul kindle store un romanzo breve di nemmeno duecento pagine. Nonostante la motivazione iniziale, sono durata poco poiché avevo la costante impressione di star facendo un dovere: la storia mi intrigava, ma il problema era un altro ed essendo una procrastinatrice seriale lo avevo già intuito. Per questo motivo decisi di scaricare audible dal play store per approcciarmi alla lettura in maniera diversa.Continua a leggere…

L’importanza delle parole

Le parole ci permettono di comunicare e spesso anche una virgola o una frase pronunciata con una intonazione fuori posto, può cambiare radicalmente il significato del discorso. Ci possono essere incomprensioni se non si è in grado di esprimere ciò che si pensa nel modo più consono alla situazione o alla persona che si ha di fronte e nonostante tutto, in un mondo della comunicazione digitale, in cui ormai tutto si basa soprattutto su ciò che si scrive nei social network, molti, anzi troppi individui, non danno la giusta importanza al modo in cui ci si esprime.

L’IMPORTANZA DELLE PAROLE
Essendo qualcosa che si fa tutti i giorni lo si dovrebbe sapere bene eppure, proprio per questo, capita il contrario: con la sicurezza tra le dita, si sottovaluta il grande potere delle parole e non si pensa al bene o al male che possono fare.Continua a leggere…