Racconto: “Le voci della natura”

Testo revisionato da Paolo Sturchio.

Per questa settimana c’è un “articolo” un po’ diverso dalle altre volte: si tratta di un racconto che avevo intenzione di terminare per un concorso a una pagina facebook, ma alla fine ci ho rinunciato. Mi mancava il tempo e anche un po’ la voglia. Mi piace scrivere, però non amo fare cose troppo… corte. Perciò non so se ne farò altri, ma nel frattempo godetevelo. Sul finale mi sono un po’ persa, quindi se non è granché chiedo perdono. Buona lettura!


Incrociò le braccia e mise il broncio, ma non disse niente limitandosi a guardare fuori dal finestrino con il viso contrariato. Non voleva andare in montagna, aveva ribadito ai suoi genitori che si sarebbe annoiata, ma in realtà la sua era solo paura di sentire strane e fastidiose voci provenienti dalla natura. Quando era più piccola, pur di non andare in luoghi con piante, animali o fiori, si fingeva ammalata. Per questo motivo le venivano attribuiti soprannomi come “pantofolaia”, “asociale” e “malata di tecnologia”, etichette che la irritavano ancora di più.
Quel giorno era stata portata fuori con l’inganno. Sua madre le aveva promesso che sarebbero andati dalla nonna a farle visita, ma ben presto si rese conto della bugia: la strada non era la solita, così si mise a urlare come una pazza. Minacciò di aprire la portiera per scendere con la macchina in corsa, cosa che non avrebbe mai fatto e questo i suoi genitori lo sapevano, i quali perciò si limitarono a ignorare il baccano della figlia.Continua a leggere…

Lettere e messaggi non sono poi così diversi

Testo revisionato da Paolo Sturchio.

La tecnologia cambia il modo in cui le persone interagiscono tra di loro: nel bene o nel male. Ogni cambiamento porta con sé tutta una serie di innovazioni, ma anche molte perdite, per questo non dirò mai che chattare sia meglio di scrivere lettere a mano, ma non sarò d’accordo nemmeno se qualcuno afferma il contrario. Si tratta di due cose abbastanza diverse a livello di approccio.

Da piccola scrivevo molte lettere a mano a una mia amica d’infanzia che si era trasferita in Argentina e che tutt’ora vive là con sua madre. Ricordo bene quanto mi impegnassi a fare meglio che potevo perché avevo paura che lei non capisse, così mi facevo aiutare da mia nonna e dai miei genitori a mettere nero su bianco i miei pensieri. Mi mancava parecchio e le sue lettere mi rassicuravano molto, anche se non era abbastanza perché a scuola mi sentivo comunque messa un po’ da parte. A un tratto persi completamente i contatti con lei sebbene il padre di tanto in tanto venisse a casa nostra e ci mostrasse le sue foto – alcune di queste sono in bella vista nel salotto.Continua a leggere…

Il mio rapporto con la scrittura nel tempo

Testo revisionato da Paolo Sturchio.

Ammetto che in passato usavo spesso le interviste come mia ultima risorsa quando ero proprio a corto di idee. Stavo per fare di nuovo lo stesso errore anche questa volta, però mi sono sforzata a scrivere qualcosa perché, anche se adoro le interviste, non mi va di far campare il blog solo con quelle. Quindi visto che non so di cos’altro parlare, spiegherò come è cambiato nel tempo il mio rapporto con la scrittura.

Il tutto si può suddividere in varie fasi che affronterò partendo del mio percorso scolastico. Infatti già dalle elementari adoravo prendere il mio amato quadernino e scriverci le storie che mi frullavano in testa. Erano tutte brevi ma, per quanto impegno ci mettessi, non riuscivo mai a terminarle. Mi mancavano le idee, così chiedevo sempre aiuto a mia nonna. Ero solita leggere libri con lei, perciò avevo (e ho tutt’ora) fiducia nelle sue capacità di lettrice esperta. Grazie a questo mio problema, dopo il buco di due anni delle medie in cui mi sono allontanata da molte delle cose che mi piacevano, quando ripresi a frequentare forum e siti vari, capii subito in che modo partire per creare una storia.
Mi bloccavo lo stesso nel momento in cui aprivo il documento di Word. Il problema principale era il non saper affatto svolgere nemmeno un tema: negli anni precedenti la maestra si era limitata a farci scrivere semplici “pensierini”. Le consegne dei compiti a casa erano ridicole considerato che dovevo sempre fare delle frasi singole. Se prima ero arrabbiata perché non facevo niente in classe, nel vedere una insufficienza alle medie con la prima verifica di italiano, mi ero scoraggiata un po’. Infatti, solo dopo aver avuto la connessione internet a casa ho ripreso a scrivere anche se non ho mai avuto costanza nel periodo adolescenziale: un giorno mi veniva un’idea, ma quello dopo già non mi piaceva più. Credo che la colpa sia anche stata della bassa autostima, più che per la mancata consapevolezza di non poter migliorare senza leggere libri.

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Simona Presti e il suo crowfunding di “Alice in Sweetland”

In questa occasione parleremo di crowfunding, ma di cosa si tratta? In pratica una persona o un gruppo propone un progetto su siti appositi e apre una campagna fondi. Saranno gli stessi fruitori dell’idea da realizzare, in questo caso un romanzo, a finanziarlo. Nello sfortunato caso in cui non si raggiungesse la quota desiderata entro un certo limite di tempo, i soldi vengono restituiti e il tutto annullato.

Per prima cosa ti chiedo di spiegare un po’ chi sei e cosa fai nella vita in modo da farti conoscere meglio a chi non ti conosce.
Simona: Scrittrice (magari!) e anima curiosa. Misantropa, vecchia dentro.
Nata tra le nebbie e l’afa della bassa padana, trascorro la mia infanzia in campagna, tra animali e voli fantastici. Un tempo ceramista ora in cerca di collocazione, ho trovato nella scrittura un modo per evadere dalla realtà quotidiana, rinchiudendomi in mondi che plasmo con amore sudando, imprecando, e cercando di superare i miei limiti. Sto ancora imparando. Sarà un lungo tragitto, ma mi è sempre piaciuto camminare.Continua a leggere…

Carnivore: intervista a Lucy Rosca

Ripensandoci bene, nel mio vecchio blog, mi è sempre dispiaciuto non essere mai stata in grado di intervistare scrittori che non si occupassero di light novel. Per questo motivo, dopo aver finito di leggere il secondo capitolo su Wattpad di “Carnivore”, romanzo di Lucy Rosca, l’ho contatta subito per farle qualche domanda.

Presentati per chi come me non ti conosce bene, soprattutto dal punto di vista artistico.
Lucy: Dunque… sono una ragazza con la testa tra le nuvole, che fantastica praticamente durante tutto l’arco della giornata anche sulle cose apparentemente senza significato. La scrittura è la mia passione da sempre, perché tramite essa posso rendere la realtà di tutti i giorni “speciale”. Artisticamente parlando seguo sempre la mia ispirazione, non mi piace lavorare su un’idea fissa o fossilizzarmi su un genere specifico. Mi piace osare, sperimentare, e tessere trame che contengano sempre risvolti inaspettati, dove nulla può essere dato per scontato. Questo è il mio obiettivo, nonché una delle cose che mi rendono più felice.Continua a leggere…

Fumetti e light novel: trovare il tempo anche quando non c’è

Testo revisionato da Paolo Sturchio.

Non so effettivamente quando si sia verificato questo cambio di rotta, ma se penso ai fumetti che compravo alle superiori, rispetto a ora, capisco perché non sapevo mai cosa leggere: riuscivo a finire tutto in poco tempo. In camera mia ho fatto una divisione in tre scomparti tra roba da iniziare, serie da finire e volumi di serie in corso già letti. Non so se il motivo risieda nel fatto di avere molto tempo libero o se bisogna considerare soltanto le light novel: essendo romanzi veri e propri, ci metto molto di più per terminarli. In ogni caso ho una pila di almeno quindici volumi divisi per l’appunto tra queste due categorie: fumetti e light novel. A volte provo un sentimento contrastante: se anni fa ero perennemente frustrata per il non saper mai cosa leggere, adesso ho l’impressione di sprecare soldi in cose a cui non riesco a dare nemmeno un’occhiata subito.
La cosa strana è che in realtà saprei come ritagliarmi nell’arco della giornata almeno un’ora per queste cose, ma non lo faccio mai. Non ci riesco, o meglio: non sono molto capace di decidere cosa fare in un determinato momento con largo anticipo – alla fine mi scoccio e cambio i piani all’ultimo o subentra la mia amata procrastinazione. Tutto questo nonostante con l’esperienza abbia trovato modi per impedire questo accumulamento massiccio. Volete saperne alcuni? Allora continuate a leggere.Continua a leggere…

Conosciamo meglio Alonso Rojas, disegnatore della light novel italiana “Loser”

Loser è probabilmente il primo romanzo italiano pubblicato da una casa editrice a essere venduto come light novel, così mi sono subito chiesta: “Chi si è occupato delle illustrazioni?” e la risposta è: Alonso Rojas, che si occupa anche del fumetto “Gotho Namite” e mille altre cose.

La primissima cosa che ti chiedo è dire chi sei un po’ a tutti: sia coloro che ti seguono, sia chi non ti conosce.
Alonso
: Il mio nome è Alonso Rojas. Lavoro da quasi 7 anni come cartoonist per diverse produzioni a cartoni animati. Nel 2015 ho pubblicato il mio primo libro a fumetti intitolato “Gotho Namite”, che è stato abbastanza fortunato da spingermi a lavorare in un seguito mentre lavoro sui cartoni animati.Continua a leggere…